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giovedì 5 marzo 2015

Verdure d’inverno: semina e trapianto della bieta a coste

Verdure d’inverno: semina e trapianto della bieta a coste
La bieta a coste è una verdura facile da coltivare e generosa nella produzione; ha anche il pregio di poter essere coltivata per gran parte dell’anno, sia in terra che in vso. A partire da fine dicembre e fino a febbraio potete produrre da soli le piantine, in casa o in un luogo riparato: queste potranno essere trapiantate all’aperto ai primi sintomi della primavera
 

La bieta è una pianta biennale, ma viene coltivata per esser consumata il primo anno. Nel secondo anno produce i semi. Questi sono di tipo particolare, e vengono detti “glomeruli” poiché, più che semi singoli, sono agglomerati di semi connessi abbastanza strettamente tra di loro, tanto che risulta poco pratico tentare di dividerli. La semina si fa mettendo in terra i glomeruli così come sono: quando saranno nate le piantine, solitamente a gruppi di tre-quattro, si lascerà solo la migliore oppure si divideranno, come indicato più sotto.

Bieta con foglie pronte alla raccolta
 
 
 

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La parte commestibile della bieta è costituita dalle foglie, dotate di grossi piccioli (le coste) che possono essere consumati anche separatamente. Si può consumare, previa cottura, in moltissimi modi, sia condita semplicemente con olio, sale e limone, sia ripassata in padella in molti modi. Le coste possono essere gratinate o fritte impanate, e sono molto gustose.

 
 
La radicazione delle piantine da trapiantare deve essere visibile e deve tenere unito il pane di terra
 

La semina può essere fatta in contenitori alveolari plastici o di torba pressata. Riempite i contenitori con terriccio da semina o con una miscela composta al 50% da terriccio di giardino e 50% di terra normale. Se ne avete, potete sostituire il terriccio da giardino con il vostro compost.
Pressate la terra negli alveoli e bagnatela: praticate al centro di ogni alveolo dei piccoli fori larghi e profondi circa 0,5 cm (potete usare una canna o un bastoncino) e lasciate cadere in ogni foro uno o due semi. Coprite con sabbia o stringendo la terra attorno ai semi con le dita.

 
 

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Semi di bieta a coste
 

Le piantine emergono dopo 10-12 giorni. Mantenetele in un luogo riparato, di notte, ma di giorno portatele all’aperto in modo che prendano quanta più luce solare possibile.

Quando le piantine avranno 4-5 foglie e saranno altre almeno 7-8 cm saranno pronte al trapianto.  Noterete che in ogni alveolo saranno cresciute diverse piantine, due o tre o talvolta anche di più. Da ogni alveolo potete ricavare almeno due piantine, le più belle, dividendole come illustrato nelle foto.

 
 

Le piantine emergono dopo 10-12 giorni, e dopo 40 giorni mediamente sono pronte al trapianto
 

 

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In ogni alveolo si svilupperanno da una a quattro o più piantine. Potete utilizzare le due più belle, dividendole
 
Dopo aver eliminato strappandole tutte le più piccole, praticate un piccolo taglio di invito con il coltello per segnare la traccia di divisione
 
 

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Completate la divisione con le mani, curando che ogni piantina conservi una buona parte di terreno attorno alle radici. Le due piantine separate possono essere trapiantate individualmente alla distanza di 25-30 cm sulla fila, e 40-50 cm tra le file
 
 
 

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Assicuratevi comunque che ciascuna delle piantine divise conservi una buona zolla di terra attorno alle radici.

Praticate un buco nel terreno di trapianto e sistematevi la piantina, che dovrà emergere dal terreno esattamente come emergeva nel contenitore di semina, cioè il colletto non dovrà essere né interrato né troppo sporgente sul terreno.

Innaffiate abbondantemente in modo che l’acqua faccia compattare la terra attorno alle radici. Se il terreno è sabbioso innaffiate come nella foto, se invece è argilloso usate molta meno acqua: dovete evitare ristagni.

Dopo il trapianto innaffiate abbondantemente per compattare la terra attorno alle radici
 
La bieta cresce benissimo anche il vaso, e può essere coltivata senza difficoltà anche sui balconi
 
 
 

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L’antica abitudine di coltivare un orto sta tornando di grande attualità. Dopo qualche decennio trascorso nella illusione di un consumismo facile senza prezzi da pagare, ci stiamo accorgendo che alcuni prezzi ci sono: la rinuncia alla genuinità dei cibi e una totale subordinazione a un sistema produttivo di cui non si conoscono i meccanismi. L’orto come lo si intende oggi non è solo una piccola fonte di reddito, ma soprattutto una nuova filosofia di vita, un metodo sano per recuperare il giusto rapporto con la natura, con la terra e con il cielo. Purtroppo, molte conoscenze sono andate perse, e oggi non esistono scuole né insegnanti in grado di trasferire cognizioni non accademiche, ma pratiche, a chi vuole incominciare.
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Della bieta si consumano le foglie, che vanno raccolte scalarmente. Raccogliendo le più grosse (quelle esterne) le rimanenti crescono rapidamente per dare un nuovo raccolto dopo due-tre settimane.
 
 
 
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Ortaggi sul balcone durante l’inverno

Ortaggi sul balcone durante l’inverno
Chi dispone di un balcone può continuare anche d’inverno alcune produzioni, considerando che il balcone, comunque, è molto più protetto del campo aperto. Ovviamente anche sul balcone possono verificarsi condizioni di temperatura non sopportabili neppure dalle piante più resistenti: in  questi casi, specialmente se si tratta di freddi occasionali (una o due notti) sono sufficienti protezioni attuabili senza grandi difficoltà
 

Ho già ricordato in alcuni post precedenti quali sono le piante più resistenti al freddo; ricordo qui la lattuga (strettamente di stagione), il prezzemolo, i cavoli specialmente da foglia, la rucola, le aromatiche perenni.  Vale la pena ricordare alcune precauzioni preventive e alcuni accorgimenti pratici da mettere in atto nelle nottate che si prevedono più fredde. (Si riconoscono con una certa esperienza, in genere sono quelle molto stellate con il cielo terso e limpido).

Sposate i vostri vasi nelle zone più illuminate del balcone
 

- Se il terrazzo non è completamente illuminato, come può accadere specialmente nei mesi invernali quando il sole transita piuttosto basso nel cielo, spostate i vasi nelle zone più luminose dove possono godere della massima quantità di sole.

- Innaffiate pochissimo: limitate l’irrigazione al minimo indispensabile ma non sospendetela completamente perché comunque il freddo causa disidratazione.

 
 

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- Sospendete o limitate al minimo anche le concimazioni, e comunque sospendetele un mese prima di raccogliere in modo che la pianta abbia il tempo di smaltire i nitrati.

- Fate una scorta di teli di tessuto non tessuto, quanti ne potrebbero servire per coprire le piante.

Il tessuto non tessuto si può stendere direttamente sulle piante
 
 
 
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Coltivare l'orto Editrice, 2014

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Il tessuto non tessuto è molto leggero e può essere steso sulle piante senza timore che le schiacci. Piuttosto, se c’è pericolo di vento, bloccatene i bordi con qualcosa di pesante. Sotto il telo filtrano a sufficienza sia aria che luce, quindi le piante saranno in buone condizioni.

In caso di piante alte usate il tessuto non tessuto per incamiciarle, legandole con dello spago senza stringere.

Tenete presente che il materiale scuro assorbe il calore molto più di quello chiaro: potete coprire la terra attorno alle basi delle piante con del telo plastico nero, questo manterrà il terreno caldo e umido a sufficienza.

Il tessuto non tessuto (TNT) si acquista presso i garden center e può essere usato in diversi modi. Lascia passare aria e luce ma protegge dal freddo
 

Fate aderire bene il telo alla base del fusto, perché è proprio la brina che si forma sul terreno a far congelare la corteccia, uccidendo la pianta. In questo senso qualsiasi pacciamatura in gradi di proteggere le basi delle piante (specialmente dei rampicanti) è veramente salutare. Potete usare cortecce d’albero, carta di giornale o cartone, paglia, e qualsiasi altro materiale.

Il nero attrae il calore solare, il chiaro lo respinge. Rendete quanto più nera ogni parte del vostro orto. Poitete coprire la terra dei vasi con del telo plastico nero
 

Le piantine piccole possono essere protette con delle bottiglie di plastica tagliate a metà e appoggiate sulle piantine stesse. Per la sola protezione notturna si possono usare anche vasi di coccio o altri contenitori appoggiati sulle piante. Nel caso dei vasi coprite anche il buco inferiore di sgrondo dell’acqua.

Le piccole piante possono essere riparate efficacemente coprendole con una mezza bottiglia di plastica
 
 

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